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Álbum de Audio Books

 

 

 

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Este audio book é especialmente destinado ao público infantil interessado no aprendizado da língua italiana, bem como do público adulto que deseja uma linguagem simples para estudar e se manter em contato com essa língua. Essa é uma versão falada gratuita de um conto da literatura infantil italiana, que pode ser apreciado num agradável relato por crianças italianas ou crianças bilingues que estejam recebendo também uma educação em italiano.

Esse livro infantil narrado (audiolibro gratuito/audiolibri gratuiti, storie e fiabe sonore per bambini/bimbi) tem a intenção de proporcionar a leitura a crianças que ainda não foram alfabetizadas, bem como para aquelas com deficiência visual (audiolibri/testi letti da un lettore volontario o professionista, alternative alla lettura di testi scritti su materiale cartaceo, disponibili per chi, a causa di deficit sensoriali, cecità o ipovisione, o per la presenza di dislessia si trovi nella condizione di non poter accedere alla lettura o che incontri significative difficoltà come lentezza, affaticamento, difficoltà di comprensione nello svolgere quest'attività). Esse aúdio-livro grátis, que conta uma história infantil narrada em italiano é um elemento a mais para mergulhar no mundo da leitura e estimular as crianças que estão sendo educadas paralelamente na lingua italiana. Com esse livro falado a criança tem uma oportunidade de entrar em contato com esse conto infantil e desenvolver a sua criatividade e seu gosto pelos livros escutando atentamente a estorinha. Esta história ajuda os adultos eventualmente interessados em escutar o audio-book a treinar a sua fluência. Este material pode ser apreciado gratuitamente e não se destina ao uso comercial.

Ascolta l'audio storia (audiolibro gratuito da ascoltare) "I Campanelli dell'Estate"*.

I Campanelli dell'Estate - favola di Lucia Bellassai letta da Elena Mancusi Anziano

Era arrivata l’estate: le scuole chiudevano e finalmente andavano via tutti i pensieri della scuola.
Anche per il piccolo cieco che presto sarebbe andato al mare.
Del mare, ogni estate che finiva, si portava il sapore del sale sulle braccia; a volte era così bello sentirlo quel sapore che il piccolino, seduto sulla sabbia, si leccava con gusto le ginocchia.
Tutti glielo dicevano che l’estate era la stagione del sole e il piccolino aveva imparato dell’utilità del sole con il racconto di questa favola che io adesso dico a voi.

C’era una volta un paese adagiato in una valle.Era circondato da altri paesi e ogni prima settimana d’estate succedeva una cosa straordinaria: nel cuore della piazza si faceva la festa dei campanelli.  Era bellissimo  prestare ascolto; la musica si spargeva allegra per l’aria per i  tanti campanellini tintinnanti.Tutti insieme davano il suono della festa.Era un rito ormai antico questo.Chi passava si chiedeva perché mai ci fosse tanta allegria e tanta gioia.“Sono i campanelli  della nonna e di Colombina!” rispondeva chi aveva memoria della nascita di quella festa.Ai cantucci della piazza  così raccontava chi ricordava “Ahi, ahi..” faceva sempre  la piccolina. Era un giorno di freddo e Colombina stava in un angolo della grande cucina. Fuori pioveva e tirava un gran vento; la nonna era indaffarata tra i pentoloni e Colombina sentiva ribollire l’acqua.  Doveva tenersene a distanza. Anche se non vedeva, perché così era nata,  conosceva la cucina come le sue tasche: il tavolo, le sedie, il forno, l’angolo degli arnesi del camino, la dispensa fredda e gelida, l’angolo delle meraviglie, quell’angolo dove era possibile mettere due dita nelle marmellate, di nascosto, o dove spiluccare la frutta più dolce o sottrarre i dolcetti delle feste anche quando non era il tempo di queste.Era abile a evitare gli spigoli ma ogni tanto:“Ahi, ahi…”E poi era sempre freddo per le sue piccole mani.La chiamavano tutti “Colombina” perché  sembrava un uccellino chiuso nelle sue ali.Un giorno, però, la nonna decise che era venuto il momento di fare spalancare le ali a quella nipotina  freddolosa.“Coraggio, Colombina, tra poco andrà via il freddo e arriverà la stagione del sole. Sai cosa è il sole?”Colombina scosse la testa in senso di diniego.La nonna la prese per le mani e la portò di fronte al grande camino, stese le piccola dita di fronte al fuoco e attese che si scaldassero. Colombina cominciò a diventare rossa in viso. “Il sole è un calore  molto più forte di questo che scalda il mondo, fa vivere tutto e tutti. Scalda l’acqua del mare anche ma sempre con delicatezza. Pensa che quando si vuole fare bere qualcosa che non faccia male si deve dare l’acqua di sole, l’acqua che abbia la temperatura data dal sole che è anche un grande medico.”La nonna la spinse verso la dispensa, le tolse la giacchina e aspettò che Colombina avesse un brivido di freddo.“E’ freddissimo!” si lamentò la piccina.“Questo è perché non c’è nessun calore, nessun sole” le disse la nonna che subito la portò di fronte al fuoco, riaprì le piccole mani di fronte al camino;  la bimba sorrise. Bevve anche e le parve che le avevano dato l’acqua di sole, tiepida e buona. Così per tante volte, finché Colombina fece: “Se il sole è come il fuoco del camino, capisco adesso che senza il suo aiuto non si potrebbe proprio stare.” La bimba, riscaldata e gioiosa, cominciò a agitare il campanello che usava per richiamare l’attenzione di qualcuno quando ne aveva bisogno; lo agitò tante volte quel giorno che ne rimase memoria d quella conoscenza così gioiosa; nacque così la festa dei campanelli.

Anche il nostro piccino, in riva al mare, si procurò, da allora, un campanellino e ogni volta che imparava qualcosa di nuovo lo scuoteva; a volte forte e a volte piano perché altrimenti tutti avrebbero pensato che per lui era sempre festa.

 

 

 

 

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